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Monday, December 24, 2007

Day 3: The countryside

Rieccomi qua. fra una gta e l'altra, ho parecchio tempo libero visto che gli altri si svegliano a tarde ore la mattina e invece io non resco a non svegliari al sorgere del sole. X cui, ho tutto il tempo x commentare le foto, uploadarle su picasa, e scrivere qua un breve diario.

Allora, l'altro ieri siamo saliti su una fuoristrada mercedes scassatissima - che qua pero' passa x 'relativamente nuova'. E ci siamo avventurati verso il lago Kivu, nella provincia Orientale, al confine con la Repubblica Democratica del Congo. La destinazione era Kibuye, una localita' bellissima ma prima di arrivarci, c'erano 126 km di tornanti e saliscendi nella campagna ruandese...

Il panorama e' a dir poco, affascinante, con colline (ma chiamiamole pure montagne) ripidissime e scoscese dappertutto. Eda vederle capisci come questo posto abbia la stessa densita' abitativa dell'Olanda: quasi dappertutto, le colline son coltivate anche nei pendii piu' scoscesi, a sfruttare qualunque spazio a disposizione. Stranamente, le coltivazioni a errazza caratteristiche del paesaggio italiao in sone simili (es Liguria) qua son abbastanza rare. Marie mi ha detto (mi par di ricordare) che molto semplicemente, la gente non c'ha mai pensato. Credo dipenda dal fatto che la occupazione Bantu' di queste terre sia un fenomeno abbastanza recente, 600 anni max. La foresta, originale o meno; che copriva le colline e' ridotta, ma ancora presente, contrariamente a quel che mi aspettavo dalla lettura di "Collapse" di Jared Diamond - mi sorge il dubbio che l'autore non abbia mai visto il paese, ma si sia basato su resoconti di terza mano. Ad ogni modo, la situazione varia da punto a punto, con le zone piu' impervie ancora inonse x il semplice fatto che con le pioggie torrenziali caratteristiche della zona qualunque coltivazione verrebbe dilavata a fondovalle. Ma vabbe', io non son un esperto nel campo. Ogni piccolo appezzamento e' diviso in lotti dove cose differenti son coltiva, e solitamente uno spazio e' riservato alle banane che sembrano essere lo staple food della zona.

La popolazione e' apparentemente quasi tutta lungo la striscia pedonale della strada, camminando da e verso le loro cse da fare... Le case son fatte x la maggior parte di mattoni cubici di fango, non cotti ma seccati al sole. Spesso le case non son neanche intonacate, ma la cosa piu' sorprendente che ho notato e' che nessuna ha un fumaiolo x espellere il fumo cosicche' questo percola dalle fenditure fra le tegole. Ora capisco gli sforzi dell'Onu a cercare di fornire questa gente dei fornelli 'puliti' x diminuire le malattie polmonari che apparentemente mietono antissime vitime.

La gente veste davvero modestamente, con magliette color della terra (rossa, argillosa), probabilmente di quarta o quinta mano, eppure parecchi vestono giacca e pantaloni con una dignita' particolarmente africana. Le donne, come in tutto il mondo, variano nel vestire piu' degli uomini, mentre i bambini x lo piu' vestono cose 'avanzate'. Non e' raro vedere bambini curvi sotto il peso di bidoni d'acqua, o tegole portate sulla testa, eppure si vedon anche bambini che giocano allegri in un canale di scolo (!) o inseguono le onnipresenti caprette al bordo della strada, alquanto pericoloso visto che le macchine sfrecciano a velocita' autostradali (nostra compresa, ahime', nonostante quel che si dicesse all'autista).

Avvicinandosi al lago, e risalendo verso quota 1500 m, la vegetazione cambia, con eucalipti (nativi o importati?) e conifere, ed altri alberiche in eurpa non vedresti mai nello stesso posto, tipo cactus. Il paesaggio qua mi ricorda della Sardegna in alcune zone montane, probabilmente solo perche' son le uniche montagne che conosco bene.

Il lago e' fenomenale, con le colline 'a gaussiana' che spuntano dall'acqua, peccato x l'aria sempre un po' fosca...

A piu' tardi x la visita in barca alle isole sul lago, inclusa quella con una colonia di pipistrelli frugivori (credo - spero).

9 comments:

Azusa said...

Gufo, se ti riesco posta una vartina con il percorso. La mia geografica ignoranza mi perseguita, ma muoio dalla volia di seguirti passo passo...

Anonymous said...

Ciao Luca Buon Anno, sapevo che eri in rwanda e da un pò che vado su picasa e guardo le foto del viaggio.
Ancora Buon 2008

Riccardo said...

L'augurio di buon anno L'ho postato io. Ri-buon anno saluta Marie

Riccardo said...

Ciao Luca credo di sapere perchè li in rwanda non hanno fatto sistemazioni agrarie simili a quelle che si presentano in molte regioni collinari italiane, il problema dovrebbe risiedere nella composizioni di tali colline, da quel che ho visto sono prevalentemente argillose e dalle foto mi pare che ci sia la quasi totale mancanza di crasti o cantoni, materiale che peraltro quando presente in abbondanza viene utilizzato per creare i muretti a secco che tengono in piedi le terrazzature. Da quel che ricordo dell'esame di agronomia il tipo di sistemazione che si vede nelle foto , credo che si chiami a ciglioni è uno dei più adatti per i terreni argillosi in pendenza, ed ha più che altro la funzione di evitare un eccessivo ruscellamento dell'acqua e quindi un eccessivo dilavamento degli strati superficiali fertili di suolo consentendo nel contempo la coltivazione di quelle zone che sono state strappate alla foresta per la coltivazione. Il rwanda visto cosi in foto sarebbe il paradiso per orticoltori e frutticoltori nostrani, c'è acqua la terra sembra fertile ed il clima dovrebbe essere ideale per avere frutta e verdura tutto l'anno.

Riccardo said...

Ultimo post sui terrazzamenti, una cosa che mi son dimenticato di dire prima è che i terrazzamenti che si fanno in liguria o in altre zone collinari sono piuttosto costosi nella realizzazione, sia in termini di denaro, di tempo di realizzazione ed anche di manutenzione, qua infatti vengono praticamente utilizzati solo per colture di pregio come vigneti ed uliveti e non per coltivazioni che non permettano un adeguato ritorno economico

Gufo said...

Ciao e grazie x i commenti. scusate se non ho potuto aggiornare piu' di frequente ma... ero impegnato a vedere il posto...

x la cartina, provo a metterla ora.

x i terrazzamenti, ho notato il sistema a ciglioni che tu hai notato al museo - xo' non ho avuto il tempo di chiedere alla guida.

peterconiglio said...

...iniziavo a temere che i pipistrelli non fossero frugivori! :-) e dai racconta!

Gufo said...

Paolo, vorrrei ma non posso. mentre ero la' avevo troppo da fare, ed ora che son rientrato (sigh) e' pure peggio. forse la settimana prossima comincio a recuperare il tempo perso.

venerdi' ho un colloquio e devo dare il massimo...

Anonymous said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu